SPLEENMAGAZINE

“Ma questo lo facevo anche io all’asilo!” Perchè l’arte contemporanea ti manda in crisi.

“Un punto rosso su sfondo bianco. Questa è arte? Dai, lo facevo anche io alle elementari”.

Quante volte lo abbiamo pensato davanti ad un quadro in un museo, su Instagram o ad una mostra di arte contemporanea. Ma se ti sei fatto questa domanda, allora l’opera ha svolto bene il suo lavoro.

Perchè sì: l’arte contemporanea può sembrare una provocazione, e a volte lo è. Ma dietro quel cerchio, quella banana o quel muro bianco c’è (quasi sempre) una storia, un contesto, un’idea.

L’arte contemporanea è fatta per farti dubitare

Mentre l’arte classica ti mostrava ciò che era bello o “giusto”, quella contemporanea spesso ti fa mettere in dubbio tutto:

Cos’è l’arte?

-Chi decide cosa è arte?

-Perchè un oggetto può valere milioni…anche se sembra insignificante?

Queste domande sono il punto di partenza.

Sì, anche la banana incollata al muro ha un senso

Prendiamo come esempio il caso più famoso: la banana di Cattelan, attaccata con lo scotch a una parete, venduta a 120.000 dollari (per essere precisi, una versione dell’opera è arrivata a oltre 6 milioni ad un’asta di Shoteby’s).

Assurdo? Certo. Ma è proprio questo il punto. L’opera si chiama “Comedian” e prende in giro, senza filtri, il mercato dell’arte, il collezionismo e l’ossessione per il “valore”.

In pratica: ti fa ridere, ma poi se ci pensi su fa riflettere.

Come in un meme: semplice, assurdo, ma carico di significato se sai dove guardare.

Il problema non sei tu, ma il contesto

Se ti senti escluso, è probabile che sia perchè l’arte contemporanea parla una lingua fatta di riferimenti culturali, politici, storici.

Come certe battute di “Boris”, o una scena di Twin Pecks” : se non conosci il contesto, ti perdi tutto.

Ma la buona notizia è che si può imparare. Con lentezza, curiosità, senza timore.

L’arte non deve piacere, deve farti reagire

Non tutto quello che vedi nei musei deve piacerti. Alcune opere ti annoieranno, altre ti faranno arrabbiare. Ma se ti fanno sentire qualcosa, anche fastidio o confusione, hanno già funzionato.

Pensala così: l’arte contemporanea è una conversazione aperta. E tu sei invitato a dire la tua.

Vuoi iniziare a capirci qualcosa? Parti da qui

Ecco 3 libri per principianti, zero noia, zero accademia:

“L’arte contemporanea spiegata a mia nonna”, di Alice Zannoni. Divertente, accessibile e italiano. Ti accompagna tra le opere più discusse con esempi pratici e battute azzeccate.

“Lo potevo fare anch’io. Perchè l’arte contemporanea è davvero arte” di Francesco Bonami. Un libro molto accessibile, con tono critico ma giocoso, che smonta molti luoghi comuni sull’arte contemporanea. Spiega bene perchè certe opere apparentemente “facili” sono importanti.

“L’arte contemporanea. Il secondo Novecento. Ediz. illustrata“, di Alessandro del Puppo. Un saggio illustrato che offre una panoramica del secondo Novecento con esempi visivi e spiegazioni chiare. Ottimo per chi vuole avere mappe visive e contesto storico per orientarsi.

Bonus: 3 artisti contemporanei da seguire su Instagram

Ecco tre nomi che ti faranno vedere l’arte con occhi nuovi- anche mentre scorri distrattamente sul divano:

1. Shantell Martin: illustrazioni a linea continua, tra arte e identità.

2. JR:Fotografo e street artist, trasforma la città in installazioni.

3. Sarah Bahbah: fotografia + testo= emozioni da millennial in crisi esistenziale (con estetica da Tumblr 2014)..

In conclusione:

Se l’arte contemporanea ti manda in crisi, sei nel posto giusto.

Non è un quiz da superare, ma un gioco mentale al quale partecipare.

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