Il giorno 8 maggio 2019 è stato inaugurato, nell’ambito dell’iniziativa “Pushkin Museum XXI”, il progetto “There is a Beginning in the End. The Secret Tintoretto Fraternity”, una mostra d’arte contemporanea in commemorazione del 500° anniversario dell’artista veneziano Jacopo Robusti, detto Tintoretto, in concomitanza con la 58° Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.

 

La mostra, curata da Marina Loshak e Olga Shishko è stata realizzata nella Chiesa di San Fantin a Venezia, ed ospita le opere site specific degli artisti contemporanei: Dmitry Krymov (Russia), Irina Nakhova(Russia), Gary Hill (USA) e !Mediengruppe Bitnik (Svizzera).
Il progetto prevede quattro “atti” in cui le opere multimediali riempiono l’intero spazio della Chiesa in dialogo con i dipinti “Tondo ’87” di Emilio Vedova e “L’origine d’Amore di Tintoretto (1562) anch’essi esposti.

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Dmitry Krymov, The last Supper. Photo Credits Natasha Polskaya

 

Le installazioni contemporanee dedicate a Tintoretto

Le installazioni degli artisti contemporanei Dmitry Krymov (Russia), Irina Nakhova (Russia) e Gary Hill (USA) riempiranno lo spazio della chiesa di San Fantin, dove una volta era conservato un dipinto dello stesso Tintoretto. Entreranno in dialogo con la tela del seguace di Tintoretto, l’artista modernista Emilio Vedova (Italia) e con il contesto storico del luogo. Il progetto-intervento del collettivo !Mediengruppe Bitnik (Svizzera) completerà il programma e enfatizzerà l’atmosfera di partecipazione e appartenenza alla confraternita segreta veneziana. «Tintoretto è Venezia, anche se non dipinge Venezia», ha detto Jean-Paul Sartre a proposito dell’artista.

Nella pittura di Tintoretto, la categoria chiave era lo spazio, nelle sue opere incarnava un universo infinito, commovente e gorgogliante. Le opere degli artisti contemporanei, create appositamente per questo progetto, ripensano l’approccio innovativo del grande veneziano e offrono agli spettatori la possibilità di immergersi nell’universo di Tintoretto. Ognuna delle opere riflette i più importanti motivi della creatività di Jacopo Tintoretto, tra cui l’unità spirituale delle persone, il motivo del miracolo, così come il suo lavoro magistrale con le dinamiche dello spazio e le possibilità espressive della luce.

Gary Hill

Gary Hill, Let it Cry Ice. Photo Credits Natasha Polskaya

Il progetto

Il progetto consiste di quattro parti, in cui ogni atto è una nuova opera che riempie l’intero spazio della chiesa. Oltre alle installazioni multimediali, la mostra ospiterà un dipinto di Emilio Vedova, artista astratto italiano e principale seguace di Tintoretto nel XX secolo, che entra in dialogo con le opere degli artisti contemporanei.

Dmitry Krymov

L’artista teatrale Dmitry Krymov crea un’installazione performativa basata sull’Ultima cena dalla Chiesa di San Trovaso. Interpretando l’Ultima Cena, costruisce un’altra realtà basata sul trompe-l’oeil – un intoppo visivo – sull’altare della chiesa di San Fantin, facendo sì che lo spettatore dubiti della sua percezione. Alla realizzazione dell’installazione hanno partecipato gli attori Anatoliy Beliy e Olga Voronina insieme agli studenti dell’Università russa di arti teatrali (GITIS), laboratorio di Dmitry Krymov.

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Dmitry Krymov, the last supper. Photo Credits Grisha Galanthyy

Irina Nakhova

L’installazione multimediale di Irina Nakhova consiste di tre parti, ognuna delle quali si riferisce alle opere del maestro. Tutte ripensano le scene bibliche dal punto di vista dell’esperienza della storia contemporanea. Per l’artista un motivo importante di Tintoretto è la dinamica della massa umana, che ha un’intensità emotiva critica. La turbolenza della materia terrestre sta cercando una via d’uscita nello spazio esterno, che è difficile da concepire, ma può essere avvertita attraverso la drammaturgia del lavoro mediatico di Nakhova.

Irina Nakhova

Irina Nakhova, Tintoretto Tritych. Photo Credits Grisha Galanthyy

Gary Hill

Gary Hill è un classico dell’arte mediatica americana ed espone gli elementi della pittura di Tintoretto in spettri e neuroni, creando una nuova essenza che suona e sfarfalla. Il punto di partenza per Hill non è lo spazio architettonico, ma principalmente lo spazio della coscienza umana. La combinazione di immagini visive con un suono elettronico intenso consente un’esperienza sinestetica profonda.

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Gary Hill, Let it cry ice. Photo Credits Irina Nakhova

Emilio Vedova

Una delle ultime opere di Emilio Vedova, presentata alla mostra, Tondo, ha la forma di un cerchio. Riflette il concetto di ciclicità del tempo. Vedova vedeva la missione dell’artista nel registrare e ritrasmettere gli eterni temi degli scontri che riguardano il mondo intero: la guerra, l’ingiustizia, l’oppressione. Come Tintoretto, non opera con le immagini, ma con elementi interi, lo spazio. La forma del cerchio è diventata per lui l’opportunità di andare oltre i limiti dell’ambiente pittorico attraverso la combinazione di spazio e tempo.

Emilio Vedova

Emilio Vedova, Tondo. Photo Credits Grisha Galanthyy

Tintoretto: L’origine d’Amore

L’originale del dipinto di Tintoretto “L’origine d’Amore” (1562) della collezione del noto antiquario veneziano Pietro Scarpa farà il centro concettuale della mostra. L’opera pittoriсa fu realizzata da Tintoretto sulla commissione di Federico Contarini, procuratore di San Marco, uno dei fondatori della potente Compagnia della Calza degli Accesi, per diventare la sua insegna ed abbellire l‘antisala della Libreria Marciana, luogo di ritrovo dei membri della confraternita. Tintoretto raffigurò uno dei soggetti del popolarissimo in quei tempi Dialogo d’Amore di Sperone Speroni: nel braciere retto da Apollo, la luce del Sole accende d’amore l’esca dell’animo umano. Il giovane dio Apollo è accompagnato dalle figure di Afrodite Pandemia e da quella Urania, Amore terreno e celeste. Dopo secoli di oblio, questo dipinto venne ritrovato nel 1991 dalla famiglia Scarpa. Da allora la tela fa parte della collezione privata inacessibile per il pubblico di massa.

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Tintoretto, Origine d’Amore

La chiesa di San Fantin

Dopo un decennio di restauri la mostra del Museo Puskin sarà il primo evento che aprirà le porte della chiesa di San Fantin a un vasto pubblico. La costruzione della chiesa fu completata nel XVI secolo e i primi edifici religiosi in questo sito risalgono al X secolo. Alla mostra parteciperà anche il collettivo !Mediengruppe Bitnik che realizzerà un progetto-intervento segreto, che permette allo spettatore di entrare nella confraternita segreta di Tintoretto. L’atmosfera di segretezza, appartenenza e co-creazione unirà il loro progetto al tema delle confraternite veneziane.

«Tintoretto ha apportato dei cambiamenti nell’arte che andavano in contrasto con la vita, che sembrava regolare o tradizionale. Siamo interessati al tema delle confraternite, incluse le confraternite povere, per cui Tintoretto ha lavorato. Questa mostra parla del ruolo di un artista che non lavora con i ricchi clienti, non è alla ricerca di mezzi di sussistenza o di conforto personale, ma di una persona che non si lascia distogliere dalle opere, sulle quali si focalizzerà e che lo cambieranno».

Marina Loshak, direttrice del Museo Statale delle Belle Arti A. S. Puškin

 

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