A Milano in occasione dell’Art Week, è comparsa di fronte al Duomo una imponente opera di Gaetano Pesce. Il designer italiano ripropone una delle sue poltrone della serie Up5&6, ma questa volta lo fa con un altro intento.

 

La poltrona di Gaetano Pesce color carne e alta 8 metri, raffigura il corpo femminile. Trafitta da 400 frecce, si trova circondata da teste di animali feroci pronti a sbranarla. L’opera simboleggia la crudeltà dell’uomo e il suo tentativo di sottomettere la donna.  Di fronte alla poltrona l’immancabile poggiapiedi sferico, che simboleggia una “palla al piede”, la prigionia del corpo della donna. Il titolo dell’opera è Sua Maestà Sofferente.

Una denuncia contro la violenza sulle donne che tuttavia non è stata ben vista da un gruppo di femministe che l’ha giudicata inadatta allo scopo. In seguito alle critiche è seguita l’azione, un’attivista ha infatti vandalizzato la maxi poltrona imbrattandola con vernice rossa, simboliche mestruazioni della donna.

Il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha difeso l’opera e l’artista, sottolineando l’ importanza di continuare a parlare e a confrontarsi sul tema della violenza sulle donne.

Il ministro della Cultura Alberto Bonsoli ha commentato così i fatti: «L’arte contemporanea deve essere un minimo provocatoria, altrimenti è arredamento».

Di certo l’opera di Gaetano Pesce è riuscita a provocare delle reazioni, e in questo modo a far parlare del problema.

Sua Maestà Sofferente rimarrà in piazza del Duomo per tutta la durata del Salone del Mobile.