Viasaterna presenta Lucciole nella terza natura, mostra personale di Cristóbal Gracia (Città del Messico, 1987) in collaborazione con Bikini Art Residency. La mostra comprende una serie di opere prodotte durante il periodo della residenza e spaziano dalla scultura alla fotografia e al disegno.

 

L’artista

CRISTÓBAL GRACIA Nato a Città del Messico, 1987. Vive e lavora a Città del Messico. Il lavoro di Cristóbal Gracia sfida la costruzione di una realtà basata su strutture ideologiche e di potere imposte nel tempo. Artista multidisciplinare, lavora con una vasta gamma di media, come video, fotografia, scultura, pittura e installazione.

Il suo lavoro parte dall’osservazione di eventi storici per ricercare gli sviluppi che li colleghino ai giorni nostri, sia a livello sociale che culturale, attraverso l’uso dell’umorismo, della fantascienza, dell’ironia e della violenza. Spesso sviluppata in spazi pubblici, la pratica di Cristóbal si occupa delle implicazioni politiche, storiche e sociali del monumentale.

Il suo lavoro indaga anche le prospettive economiche, culturali e politiche, attraverso lo studio dei meccanismi dell’industria dell’intrattenimento e dei media come strumento di controllo.

Gli studi

Gracia ha completato la sua laurea con menzione d’onore all’ENPEG “La Esmeralda” e successivamente si è unito al programma educativo del SOMA. Ha ricevuto la borsa di studio Arte Actual BBVA – MACG e la borsa di studio FONCA Young Creators. Nel 2012 entra a far parte di Biquini Wax, una piattaforma indipendente per la produzione, la discussione e l’esposizione di arte moderna e contemporanea a Città del Messico.

Le opere

Attraverso le diverse opere, Gracia riflette sui parametri di predominio della cultura occidentale, la sua massificazione e la sua messa in discussione attraverso il ruolo attivo dell’arte.

La mostra

Immerso nel panorama fisico e culturale del lago di Como, sede di Bikini Art Residency, Gracia ha indagato l’immaginario che deriva da questo paesaggio idilliaco: uno scenario che funge da punto di convergenza per nostalgie neoclassiche e mitologie contemporanee. In questo contesto, l’artista ha rintracciato l’idea di terza natura come una presenza costante dal Rinascimento a oggi, di cui si trova traccia evidente nelle grotte artificiali manieriste, nelle statue in cemento e costruzioni decorative all’interno di paesaggi, giardini e ville. Gracia attinge a questi elementi, per instaurare un discorso sulle possibilità di riformare il sensibile e il simbolico, interrogando la morfologia della cultura e le configurazioni del suo potere.

La tecnica

Le tecniche usate da Gracia sono spesso ancorate al contesto e al territorio di produzione. La pratica collaborativa dell’artista gli permette di confrontarsi con procedimenti che variano dall’artigianale all’industriale e dal manuale al digitale. Di conseguenza, Lucciole nella terza natura unisce opere diverse per dimensioni, materiali e supporti: sculture di tecniche miste, una serie di fotografie e una di disegni e tessuti in seta stampata. Le fotografie riprendono scene, trovate o appositamente allestite, che contribuiscono alla narrativa dell’artista realizzata come testimonianza o messa in scena.

Le sculture

Tre sculture, De Monstris, possono essere definite “grotte viventi” di cemento e prendono forma da una stratificazione di elementi quali statue di cemento, decorazioni da giardino, memoriali piramidali ed elementi di architetture razionaliste. Altre sculture sono stalagmiti, immancabili protagoniste delle grotte, qui sedimentazioni di storia e significati, realizzate con vetri fusi su massi di cemento. Le proprietà cangianti della miscela di vetri colpiti da luce artificiale evocano il fascino suscitato su di noi dalla vista delle lucciole. Le Lucciole rappresentano l’idea di innocenza e resistenza e la loro presenza enigmatica irradia di luce e speranza il percorso della mostra. Gracia fa riferimento a La survivance des lucioles (2010), la risposta di Georges Didi-Huberman al disilluso pessimismo del famoso articolo delle lucciole di Pier Paolo Pasolini (Corriere della Sera, 1° Febbraio 1975).

Villa D’Este, photo research for Bikini Art Residency, copyright Cristobal Gracia, courtesy Bikini Art Residency and Viasaterna

Una nuova prospettiva

Dal lago di Como, l’artista inverte il punto di vista sull’esotico con l’obiettivo di creare nuovi territori intersezionali. La nostra prospettiva viene cambiata, permettendoci una riflessione sui nostri riferimenti simbolici, favorendo nuovo spazio per la formazione di nuove estetiche. L’atto di resistenza di Cristóbal Gracia risiede nel rifiuto di effetti seducenti e nella ricerca di una bellezza coraggiosa e non convenzionale, che può sconvolgere o sfidare, ma lascia costantemente lo spettatore con domande aperte.

L’artista ringrazia: Juliana Gomez, Lucia e Franco Mantero, Francisco Regalado, Federico Tosi, OLO creative farm e Vetroricerca.

Info sulla mostra:

Da lunedì 1 giugno a venerdì 7 agosto 2020

Apertura: tutti i giorni, dalle ore 12 alle 19 solo su appuntamento:

[email protected] +39.02.36725378

Dove: VIASATERNA, Via Giacomo Leopardi 32, Milano

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