Julia Margaret Cameron nasce a Calcutta l’11 giugno del 1815. È stata la prima donna fotografa, esponente del pittoricismo. Era prozia materna di Virginia Woolf, che nei suoi scritti la menzionò diverse volte.

 

La prima donna fotografa

Se consideriamo che la nascita ufficiale della fotografia è attribuita all’anno 1839, capiamo subito che Julia Margaret Cameron si confrontò col mezzo fotografico proprio agli albori della sua nascita. All’epoca la strumentazione fotografica era costosa,  e la pratica era quindi riservata a famiglie appartenenti all’aristocrazia o all’ alta borghesia. Margaret Cameron era una fra le poche fortunate che poteva permetterselo, figlia di un ufficiale inglese e di Adeline de l’Etang, aristocratica francese. Si trasferì a Londra nel 1848 quando il marito si ritirò dagli affari.

julia margaret cameron  julia margaret cameron

Un regalo inaspettato

La prima macchina fotografica di Cameron, le venne regalata nel 1863 dalla figlia Julia. La donna fu da subito entusiasta del regalo ricevuto, e iniziò a realizzare tutta una serie di ritratti della propria famiglia e dei vicini di casa, fra cui vi era Charles Darwin.

darwin margaret cameron

Cameron prende quindi in mano la fotocamera all’età di 48 anni, e con i suoi scatti segna un punto importante della storia della fotografia. Già dalla sua nascita la fotografia venne utilizzata anche da figure femminili, e le donne vennero considerate da subito buone fotografe, a contrario di quanto avvenne nel campo di pittura e scultura. Avevano anzi un vantaggio con questo strumento, l’attitudine femminile che portava alla giusta scelta degli abiti, e ad un miglior rapporto e maggior pazienza col soggetto.

Lo stile di Margaret Cameron

Uno degli obiettivi dei ritratti dell’epoca, era quello di ottenere immagini con la massima nitidezza. Cameron lavora invece sulla messa a fuoco in modo alternativo. Il volto dei suoi soggetti emerge dal buio, per poi degradare verso l’oscurità. Questa sfocatura intenzionale è la firma dei lavori della Cameron, che intorno a sé aveva tutta la corrente pre-raffaellita. Sfocando i bordi dei suoi ritratti, la fotografa ottiene un’immagine che ricorda la pittura. Una delle sue fotografie più celebri, è quella che fa ad Alice Liddell. La stessa Alice che ispirò Carroll nella stesura del racconto “Alice nel paese delle Meraviglie”.

alice liddell cameron

Nel celebre ritratto eseguito dalla Cameron, alice è vestita da Pomona, personaggio della mitologia romana legata ad ambienti agresti e boschivi. La posa utilizzata è la classica, ovvero con figura a tre quarti e frontalità del volto. Sullo sfondo della fotografia c’è un muro da cui scende edera, in questo modo il soggetto sembra fondersi con la vegetazione. Pomona è stata quasi sempre raffigurata in monumenti, e con questo scatto Cameron riprende l’idea monumentale e la ieratricità del personaggio. La messa a fuoco della Cameron è del tutto innovativa per l’epoca, e aggiunge delicatezza e morbidezza ai suoi ritratti. La prima donna fotografa della storia che ci ha regalato ritratti eterei che sopravvivono allo scorrere del tempo, rimanendo espressivi e toccanti.

“La creatività, come la vita umana stessa, comincia nell’oscurità.”

Julia Margaret Cameron

 

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