Fondazione Prada presenta la mostra “Jannis Kounellis”, a cura di Germano Celant. Si tratta della prima vasta retrospettiva dedicata all’artista dopo la sua scomparsa nel 2017. La mostra si svolge nel palazzo di Ca’ Corner della Regina, sede veneziana della fondazione, dall’11 maggio al 24 novembre 2019.

 

L’artista

Jannis Kounellis è stato un pittore scultore greco naturalizzato italiano, esponente di primo piano dell’”arte povera“. Nasce a Pireo, nell’Attica, il 23 marzo del 1936. Dopo essere stato respinto dalla Scuola di Belle Arti di Atene, nel 1956, poco più che ventenne, lascia la Grecia e si trasferisce in Italia, a Roma.  Nella capitale italiana si iscrive all’Accademia di Belle Arti sotto la guida di Toti Scialoja al quale deve l’influenza dell’espressionismo astratto che insieme all’arte informale costituisce il binomio fondamentale dal quale prende le mosse il suo percorso creativo.

jannis kounellis

Il valore pubblico dell’arte

Nel 1960 allestisce a Roma la sua prima mostra personale alla galleria “La Tartaruga”.
Rispetto ai suoi maestri, Kounellis mostra subito un’urgenza comunicativa molto forte. Questo lo spinge quindi ad allontanarsi da prospettive individualistiche ed estetizzanti, e si orienta invece all’esaltazione del valore pubblico e collettivo del linguaggio artistico. Nelle sue prime opere, infatti, dipinge dei segni tipografici su sfondo chiaro che alludono all’invenzione di un nuovo ordine per un linguaggio frantumato, polverizzato. Risalgono al 1967 le prime mostre ideologicamente vicine al movimento dell’arte povera nelle quali l’uso di prodotti e materiali di uso comune suggeriscono per l’arte una funzione radicalmente creativa, mitica, allontanandosi dalla mera rappresentazione. Evidenti sono anche i riferimenti alla grecità delle sue origini.

jannis kounellis kounellis

Lo spettatore protagonista

Le sue installazioni diventano delle vere e proprie scenografie che occupano fisicamente la galleria e circondano lo spettatore. In questo modo il fruitore diventa attore protagonista in uno spazio che inizia anche ad ospitare animali vivi, contrapposti alle geometrie costruite con materiali che evocano la produzione industriale. Nel 1969 l’installazione diviene vera e propria performance coi Cavalli legati alle pareti della galleria L’Attico di Fabio Sargentini, in un sontuoso scontro ideale tra natura e cultura nel quale il ruolo dell’artista è ridotto al livello minimo di un’operosità sostanzialmente manuale, quasi da uomo di fatica.

kounellis horses

Il disincanto

Col passaggio agli anni settanta l’entusiasmo volitivo di Kounellis si carica di una pesantezza diversa, frutto del disincanto e della frustrazione. Era stato infatti testimone del fallimento delle potenzialità innovative dell’arte povera, inghiottita dalle dinamiche commerciali della società dei consumi, presidiate dagli spazi tradizionali di fruizione come musei e gallerie.

tate modern kounellis jannis

Tale sentimento viene espresso dalla famosa porta chiusa con delle pietre presentata per la prima volta a San Benedetto del Tronto e quindi nel corso degli anni, con significative variazioni strutturali dense di significati poetici, a Roma, Mönchengladbach, Baden-Baden, Londra, Colonia. Nel 1972 Kounellis partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia. Si sono poi susseguite numerose mostre dell’artista, in Italia e all’estero.

kounellis porta chiusa jannis kounellis biennale

Jannis Kounellis è scomparso a Roma, il 16 febbraio 2017. Amava definirsi un artista italiano a tutti gli effetti: “Tale sono e tale mi considero da sempre”.

La mostra

“Jannis Kounellis”, a cura di Germano Celant, è la prima vasta retrospettiva dedicata all’artista dopo la sua scomparsa nel 2017.
Il progetto, sviluppato con la collaborazione dell’Archivio Kounellis, riunisce più di 60 lavori dal 1959 al 2015, provenienti da musei e importanti collezioni private in Italia e all’estero. La mostra ricostruisce la storia artistica ed espositiva di Kounellis (Pireo 1936 – Roma 2017) cercando di stabilire un dialogo tra le opere e gli spazi settecenteschi di Ca’ Corner della Regina.

La retrospettiva è completata dalla presentazione al piano terra di film, cataloghi, inviti, manifesti e fotografie d’archivio che testimoniano la storia espositiva di Kounellis e da un focus dedicato ai suoi progetti in campo teatrale.

La mostra è accompagnata da un volume che, con un saggio di Germano Celant e un’ampia cronologia illustrata, documenta e approfondisce il percorso biografico e professionale dell’artista. Progettato dallo studio 2×4 di New York, il libro è pubblicato da Fondazione Prada.

La mostra è aperta tutti i giorni eccetto il martedì dalle 10.00 alle 18.00. Per avere maggiori informazioni sulla mostra visita il sito!

 

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