Chiharu Shiota

Chiharu Shiota è un’artista giapponese nata nel 1972 a Osaka. Vive e lavora a Berlino. Probabilmente ve la ricorderete per la sua partecipazione alla 56esima edizione della Biennale di Venezia, dove ha sorpreso il pubblico con il progetto “The Key in The Hand”. Per questa opera Chiharu ha utilizzato due barche, filo rosso da lei intrecciato, una rete di metallo e più di 50.000 chiavi. Tutti materiali donatele da persone di tutto il mondo. La chiave non a caso è uno strumento in grado di aprire o sigillare porte e di proteggere gli oggetti importanti. Un simbolo che apre e chiude il passaggio verso l’ignoto. “The Key in the Hand” è una installazione che spinge lo spettatore alla riflessione sulla memoria e sui ricordi.  Sono i ricordi infatti che in qualche modo strutturano la nostra identità individuale e allo stesso tempo la connettono con il tessuto sociale circostante. Le sue opere trasportano l’osservatore in un altro tempo. Come lei ama definire, c’è “un’esistenza dell’assenza” nei suoi progetti.

Tecnica

Utilizza oggetti di uso comune, scarpe, valigie, lettere. Tutti materiali che spesso chiede alle persone di donarle, e che poi intreccia tra i suoi fili in modo suggestivo. Con le sue opere li trasporta per sempre in un altro tempo, fra le ragnatele dei ricordi.

In un’intervista pubblicata su Flashart rivela: “personalmente amo gli spazi vuoti e soprattutto amo il tempo che trascorro camminando all’interno di uno di questi spazi come gli edifici abbandonati o gli spazi espositivi con cui vado a confrontarmi. Sento come se il mio corpo e il mio spirito trascendessero una certa dimensione e in quel momento capisco che posso ripartire da zero”.

È dallo spazio vuoto che tutto parte, è proprio da lì che la ragnatela inizia ad essere tessa e ad espandersi. Fra i suoi fili intrappola qualsiasi cosa incontri nel suo cammino. Allieva di Marina Abramovic, quest’artista è riuscita ad affrontare in modo del tutto personale tematiche cruciali come la nascita, la morte, il ricordo, il vuoto e la perdita.

Espone alla biennale di Honolulu dall’8 marzo al 5 maggio 2019.