L’evento

Ogni anno a Berlino si svolge il Berlin Gallery Weekend. Si tratta di un fine settimana in cui la capitale tedesca diventa un punto di riferimento per appassionati d’arte e collezionisti. Quest’anno si svolgerà dal 26 al 28 Aprile. L’iniziativa è giunta alla sua 15a edizione e le gallerie partecipanti saranno 45. La maggioranza di queste presenterà l’ultima produzione di giovani artisti emergenti.

I partecipanti

Oltre a gallerie affermate parteciperanno all’evento anche gallerie nuove e sperimentali. Iniziato nel 2004 come iniziativa privata delle gallerie di Berlino, il Berlin Weekend Gallery si è affermato come il più importante evento artistico tedesco per l’arte contemporanea. Sono oltre 20.000 i visitatori da tutto il mondo diretti a Berlino per sperimentare la scena creativa della capitale. La Weekend Gallery attrae soprattutto collezionisti d’arte provenienti da Russia, Cina e Stati Uniti. Fra le tante gallerie partecipanti è difficile orientarsi. Ecco per voi una lista di 8 gallerie che vale davvero la pena visitare!

Galleria Klemm’s presenta Elizabeth Jaeger con “Brine”

La Galleria Klemm’s presenterà la prima personale di Elizabeth Jaeger a Berlino. La mostra si intitola Brine, ovvero salamoia. L’artista americana classe 1988, ha partecipato a numerose esposizioni collettive in istituzioni come il Whitney Museum of American Art, il Moma PS1 e al Sculpture Center, a New York. In questa installazione presenterà il concetto di “vuoto, putrefatto, vuoto…”, attraverso una serie di pesci costruiti in vetro che penzolano a testa in giù verso una scura superficie d’ acciaio. La galleria nel suo complesso diventa un tranquillo rifugio per oggetti abbandonati. Scartati, i fragili corpi di vetro e i loro resti putrefatti possono essere presi come metafore di un senso di stanchezza e di evasione. Resti vuoti di una società costretta in una inesorabile paralisi. Il pavimento della galleria sarà ricoperto di ghiaia, e porterà l’immaginario dello spettatore all’interno di una impianto per la lavorazione del pesce.

Galleria BQ presenta Raphaela Vogel

Alla Galleria BQ sarà ospitata una mostra su Raphaela Vogel, classe 1988, che vive e lavora ad Amsterdam. Le sue installazioni saranno ospitate in tre sale. Per l’esposizione Vogel combinerà collage sonoro, scultura, video e pittura in ciò che ritiene una “odissea surreale che scende nei lati oscuri del sogno di carriera”. Attraverso immagini che includono il vortice di un oceano, un ragno uccello (il più grande ragno, in massa e dimensioni, sul pianeta) e una sedia, le opere riflettono sia le fobie dell’artista che quelle del mondo dell’arte. Le opere parlano della perdita di sé, dello stato di esaurimento in un infinito ciclo di produzione e delle aspettative sociali su quel che significa essere un’ artista donna.

Galleria Carlier-Gebauer presenta Astra Gröting

Per la sua quinta mostra personale presso carlier-gebauer, l’artista Astra Gröting (1961), affronta le questioni di vulnerabilità e repressione attraverso tre nuove serie. Le opere esposte in mostra evidenziano una estesa comprensione del corpo, qualcosa che ha precedentemente esplorato attraverso le sue molteplici pratiche artistiche. L’artista traduce il pensiero scultoreo con l’utilizzo di diversi media. Crea opere che traducono relazioni psicologiche e sociali in forme fisiche. Astra Gröting inverte il lessico della scultura monumentale per attirare la nostra attenzione sull’assenza e sui divari fisici ed emotivi tra le persone e le cose.

Paper Positions. Berlin

Dal 25 al 28 aprile 2019, parallelamente al Gallery Weekend, 48 gallerie internazionali presenteranno eccezionali produzioni artistiche sul disegno e sul supporto cartaceo nell’imponente atrio della Deutsche Telekom Hauptstadtrepraesentanz. Sarà uno spazio dedicato al mezzo di carta con tutte le sue specifiche caratteristiche, la sua fragilità e la sua enorme versatilità. Uno fra questi è la DavisKlemmGallery di Wiesbaden, che mostrerà l’artista Petra Scheibe Teptliz. Inoltre in collaborazione con la neonata Associazione dei Fashion Designer di Berlino (VBM), verranno presentati 16 giovani stilisti selezionati in un negozio pop-up nell’atrio del Telekom Hauptstadtrepräsentanz dal 26 al 28 aprile 2019.

Fluentum Collection presenta Guido van der Werve

I film di Guido van der Werve (nato nel 1977) sono spesso guidati da pura resistenza fisica. Eppure allo stesso tempo – e non senza una buona dose di umorismo – trasmettono immagini sorprendenti e chiare per sentimenti esistenziali e universali: desiderio, malinconia, isolamento, precarietà della vita. Van der Werve, un musicista di formazione classica e un atleta appassionato, è sempre protagonista dei suoi film e spesso ne compone anche le colonne sonore. Questa mostra inaugurale di Fluentum mostra l’opera dell’artista attraverso una selezione di sei opere della serie Numbers. Fluentum trova la sua sede in una ex struttura militare che fungeva da quartier generale dell’esercito degli Stati Uniti dal 1945 al 1994 nel tranquillo quartiere sud-occidentale di Dahlem. Lo spazio apre le sue porte per la prima volta durante il Gallery Weekend, anche se la collezione stessa è stata fondata nel 2010.

 

Galleria Meyer Riegger presenta Daniel Knorr

Daniel Knorr (1968 a Bucarest, vive e lavora a Berlino) nelle sue opere ripropone questioni storiche, sociopolitiche, economiche e biopolitiche. Per la mostra al Gallery Weekend 2019 nelle nuove sale della galleria Meyer Riegger Daniel Knorr mostrerà le opere attuali e in parte site-specific in cui indaga, in linea con il titolo “Dip in the past”, questioni che ruotano intorno all’effimero, alla storiografia e alla costruzione del passato. Inoltre, saranno visibili nuovi lavori della serie Depression Elevations, che ha iniziato nel 2013. Nelle azioni performative prende calchi di buche da luoghi storici e crea getti di poliuretano pigmentato, che ricontestualizza come sculture a parete dai colori vivaci.

arte contemporanea

Galleria Barbara Thumm

La Galleria Barbara Thumm presenterà il lavoro di Fiona Banner, la cui produzione artistica è incentrata sulle problematiche e le possibilità del linguaggio, sia scritto che metaforico. Il suo lavoro comprende testo, scultura, disegno e installazione. È diventata famosa per le sue prime trascrizioni scritte di film di guerra di Hollywood come Top Gun e Apocalypse Now. Da questi “copioni di parole” al suo uso di aerei militari trovati e trasformati, Banner contrappone il brutale e il sensuale, compiendo un ciclo completo di intimità, attrazione e alienazione. L’editoria, nel senso più ampio, è al centro della sua pratica. Nel 1997 ha iniziato a lavorare sotto il titolo di The Vanity Press. Ha pubblicato libri, oggetti e fatto spettacoli – spesso dispiegando un atteggiamento giocoso e dando pseudo-grandiosità all’editoria.

La Galleria Nordenhake presenta Rémy Zaugg

L’artista Rémy Zaugg (1943-2005) è noto per le sue immagini testuali. Le sue opere coinvolgono lo spettatore in una complessa discussione sulla percezione, la rappresentazione visiva e la rilevanza della pittura astratta moderna. Galerie Nordenhake presenta l’opera completa di Rémy Zaugg “Io, me stesso” (2002/03), una serie di diciotto dipinti di varie dimensioni realizzati con lacca spray e serigrafia su alluminio. Diversi testi bianchi coprono gli sfondi grigio chiaro delle opere. Le loro superfici lisce non mostrano tracce di manipolazione umana né la storia della loro realizzazione, accentuando la relazione tra colore e testo.

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