Il museo Mudec di Milano dal 21 Novembre al 14 Aprile ospiterà una mostra su Banksy, il writer più famoso dei nostri tempi.

 

Banksy è un artista britannico la cui identità rimane avvolta nel mistero..

Negli anni sono state avanzate diverse ipotesi. Qualcuno ha sostenuto che Banksy fosse in realtà Robin Gunningham, studente della Bristol Cathedral Choir School. Qualcun altro ha ipotizzato che si trattasse del musicista e graffitista Robert del Naja dei Massive Attack.  Altri lo vedono invece in veste di donna, o in un collettivo di artisti. Il fatto è che anche senza conoscere la vera identità di Banksy possiamo apprezzare le sue opere. Anzi la sua invisibilità è forse parte integrante della street art che vuole rappresentare.

I temi affrontati

Le opere di Banksy ci parlano della brutalità della guerra e dei danni del consumismo sull’uomo. Rappresentano una critica severa nei confronti della politica mondiale, sempre meno attenta alle problematiche più sensibili del nostro tempo e alle classi sociali più povere. Tra i temi affrontati dall’artista troviamo anche quello della manipolazione mediatica. I media sono viste da Banksy come macchine di persuasione, e non più come fonti di informazione. La sua comunicazione avviene utilizzando soggetti talvolta ironici e velati di sarcasmo. Questo avviene ad esempio con la serie “rats”, che rappresenta i ratti impegnati in attività umane. Qualcuno potrebbe chiedersi perché proprio i ratti. Banksy ha dichiarato di utilizzarli nelle sue opere perché sono animali brutti e apparentemente insignificanti, eppure popolosi e resistenti, in grado di sconfiggere e inginocchiare interi sistemi sociali.

La comunicazione

La comunicazione scelta da Banksy è diretta, e come sua personale galleria sceglie i muri delle città.  Non muri qualsiasi, spesso muri testimoni della sofferenza umana, come la barriera di mattoni lunga 150 chilometri in Cisgiordania, meglio conosciuta come il muro della vergogna. Le sue prime opere sono apparse nei muri della città di Bristol, e successivamente si sono sparse in diverse città del mondo.
Un artista unico, che in un panorama dove sempre più spesso viene ricercata affermazione, successo e visibilità, si adopera per tenersi stretta la sua invisibilità. Una dote che considera come un super potere.

La tecnica

Per sfuggire a sguardi indiscreti, utilizza la tecnica dello stencil, che gli permette di impressionare le sue immagini molto velocemente, lasciandolo poi libero di fuggire.

L’arte è per tutti

Banksy si schiera per un’arte di strada, un’arte aperta a tutti, che possa essere addirittura comprensibile ad un bambino. Si oppone a quei sistemi interni all’arte volti alla mercificazione dell’opera. In tal senso, la sua ultima provocazione risale all’anno scorso, quando una delle sue opere, dopo essere stata battuta all’asta per oltre un milione di sterline, si è autodistrutta. La motivazione? Per spiegarlo, ha utilizzato le parole di Picasso “Anche l’urgenza di distruggere è un’urgenza creativa”.

La mostra

Banksy è un artista che ha molto da raccontare. Le sue opere sono sparse per il mondo, ed è difficile poterle vedere tutte. Così per ammirarle dobbiamo contare su mostre non autorizzate, che vogliono portare l’arte di strada di Banksy anche dentro ai musei. Se da un lato è un controsenso, dall’altro rappresenta una fortuna per tutti i suoi ammiratori che non possono girare il mondo per vedere coi propri occhi i suoi capolavori. Il Mudec di Milano in tal senso ci offe una ottima opportunità.

La mostra ospiterà in tutto 80 opere tra lavori e dipinti, prints numerati (edizioni limitate a opera dell’artista), corredati di oggetti, fotografie e video, circa 60 copertine di vinili e cd musicali da lui disegnati e una quarantina di memorabilia (litografie, adesivi, stampe, magazine, fanzine, flyer promozionali) che racconteranno attraverso uno sguardo retrospettivo l’opera e il pensiero di Banksy.

Che aspettate? Non lasciatevi scappare questa occasione! Per avere più dettagli sull’evento clicca qui

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