A Torino torna ARTISSIMA!

Dall’ 1 al 3 Novembre (30 Ottobre Preview su invito), la celebre fiera d’arte contemporanea aprirà le porte della sua ventiseiesima edizione negli ampi e luminosi spazi dell’Oval di Torino, diretta per il terzo anno da Ilaria Bonacossa, recentemente riconfermata dal Consiglio Direttivo della Fondazione Torino Musei alla guida della manifestazione per altri due anni (sino al 2021).

Artissima

Si tratta dell’unica fiera italiana dedicata esclusivamente al contemporaneo. L’evento si prepara ad accogliere i suoi 55.000 visitatori con un palinsesto che, mantenendone intatta l’identità di ricerca e d’avanguardia, proporrà idee e proposte inedite per rispondere agli stimoli delle istanze più interessanti del nostro tempo.

Riconosciuta a livello internazionale per l’attenzione alle pratiche sperimentali e come trampolino di lancio per artisti emergenti e gallerie di ricerca, Artissima è un appuntamento unico che attrae ogni anno un pubblico di collezionisti, professionisti del settore e appassionati. La fiera si riconferma a ogni edizione come la preferita da curatori, direttori di istituzioni, fondazioni d’arte e patroni di musei provenienti da tutto il mondo, coinvolti a vario titolo nel suo programma.

artissima

HAIYANG WANG
Skins 01, 2017
pastel on paper
66.5×51.5×2.5 cm
Courtesy The Artist and Capsule Shanghai

Desiderio e Censura

Artissima per questo 2019 propone la dialettica desiderio/censura come tema trasversale attorno al quale far convergere l’attenzione. L’obiettivo è stimolare una riflessione aggiornata ed eterogenea sulle ambizioni e sulle utopie contemporanee, sugli impulsi che plasmano i tempi e sulle prospettive e le narrazioni che li attraversano, sul complesso rapporto che esiste nella società contemporanea tra le immagini e il loro controllo. La vitalità di Artissima e la sua forza innovatrice si riverberano ulteriormente su tutta la città, grazie alla collaborazione attiva con numerose istituzioni pubbliche, musei, fondazioni, gallerie, catalizzando i progetti culturali del territorio. La fiera riafferma così la propria forza dinamica contribuendo alla crescita del mercato italiano, stimolando e sostenendo il collezionismo attento alla ricerca e una visione critica e curatoriale in continua evoluzione. La fiera è gestita da Artissima srl, società che afferisce alla Fondazione Torino Musei.

Artissima

VABE-706
VANESSA BEECROFT
VB52.002.NT, 2003
Digital c-print
163,4×127 cm
Edition of 3
Courtesy Galleria Lia Rumma Milano – Napoli

Il tema di questa edizione

Ilaria Bonacossa ci spiega così il tema di quest’anno:

“Il desiderio nasce dal rapporto tra il corpo e la società, tra la realtà vissuta e la realtà immaginata e ambita. Le opere d’arte sono storicamente portatrici di immagini in grado di emancipare ciò che convenzionalmente viene considerato un tabù, grazie al desiderio di sovvertire le regole, rendendo fluidi i confini tra normale ed eccezionale. Il limite tra contenuti permessi e contenuti proibiti è al centro di un dibattito quanto mai attuale che vede l’arte stessa oggetto di censura. Nel mondo digitale e sui principali social network il controllo preventivo, spesso algoritmico, rende di fatto sempre più difficile la diffusione e promozione del nostro patrimonio artistico-culturale. In un tale contesto, il desiderio rimane un momento di rottura, una “ligne de fuite”, come dicono Deleuze e Guattari in Mille Piani: un’energia dirompente che riesce a infiltrarsi nelle crepe del sistema per aprire delle visioni laterali inaspettate capaci di mostrare gli spazi aperti al di là dei limiti delle convenzioni. E l’arte contemporanea rimane uno spazio di incontro vero e fisico tra la persona e le sue aspirazioni”.

Ilaria Bonacossa

Ilaria Bonacossa

Le novità dell’edizione 2019

FAIR & GALLERIES HUB MIDDLE EAST: UN NUOVO FOCUS GEOGRAFICO

Artissima 2019 presenta Hub Middle East, un nuovo progetto in collaborazione con Fondazione Torino Musei e con la consulenza di Sam Bardaouil e Till Fellrath (fondatori della piattaforma curatoriale Art Reoriented) che intende offrire una ricognizione sulle gallerie, le istituzioni e gli artisti attivi in un’area geografica centrale per gli sviluppi della società contemporanea.

Artissima

OHAD MATALON
Niad, The Small Crater, 2000
C-print mounted on Alu-dibond
115×165 cm
Courtesy Podbielski Contemporary

 

ABSTRACT SEX WE DON’T HAVE ANY CLOTHES, ONLY EQUIPMENT

Si tratta di un innovativo progetto espositivo di Artissima, incentrato sul tema del desiderio, in linea con il fil rouge di questa edizione. Ospitato negli spazi di Jana, storica boutique torinese, il progetto si interroga sulla rilevanza del desiderio nella ricerca artistica e culturale più recente, attraverso video, sculture, opere su tela o carta e oggetti selezionati dalle gallerie che partecipano ad Artissima 2019.

Dopo la seconda guerra mondiale, un industriale decise di convertire i macchinari fino a quel momento utilizzati per la fusione delle bombe in apparati per la produzione di caschi asciugacapelli per i saloni di bellezza. Le sofisticate tecnologie della guerra si trasformarono così in dispositivi per il perfezionamento del “corpo” come concetto socialmente e culturalmente determinato. Nello stesso momento storico l’arena politica iniziava a parlare di genere, di un’identità sessuale non più naturale, ma piuttosto artificialmente costruibile – e, di conseguenza, mercificabile.

Nel 1971 un gruppo di lesbiche armate di salami attaccarono il Professor Jérôme Lejeune mentre teneva una conferenza contro l’aborto. L’evento segnò la nascita del “Commando Saucisson” (commando salame), attorno al quale si sarebbe riunito poco più tardi il Front Homosexuel d’Action Révolutionnaire. Nella protesta, i salami diventavano una parodia degli strumenti tradizionali della politica: i manganelli della polizia e i falli del patriarcato.

artissima

Alberto Peola

Qualche anno fa, un artista ha prodotto “Asstral Traveller”, un butt plug in coprolite: guano fossilizzato di dinosauro risalente a 140 milioni di anni fa. L’uso di questo oggetto, una tecnologia pensata per la produzione di piacere tramite la stimolazione anale, consente l’apertura di un varco spazio-temporale. L’ano che ospita il plug diventa un organo post-identitario, trascendendo non solo la distinzione tra identità sessuali, ma anche la divisione tra umano e non umano, organico e inorganico, presente e futuro.

La mostra Abstract Sex: We don’t have any clothes, only equipment disarma le rappresentazioni tradizionali del desiderio suggerendo alleanze inattese tra corpi, batteri, oggetti, macchinari e tecnologie. Attraverso un intreccio di narrazioni minori, storiche e contemporanee, propone una prospettiva trasversale tra virtualità e materialità, secondo la quale tutto ciò che ci circonda può venire ripensato come equipaggiamento, arma al servizio della definizione di nuove mitologie.

L’esplorazione dei territori del desiderio comporta la possibilità di inciampare in oggetti inaspettati, dispositivi ibridi e tecnologie stravaganti. Questo tipo di oggetti è disseminato nel percorso della mostra Abstract Sex: We don’t have any clothes, only equipment, incarnando il complesso insieme di ruoli che il desiderio ha interpretato nella storia recente, a partire dall’esempio dei tre aneddoti che introducono il progetto. Alcune opere in mostra evocano la stretta relazione tra forme contemporanee di piacere e forme globalizzate di consumo, confrontandosi con le ambivalenti conseguenze della virtualità. Altri lavori esplorano tecniche di appropriazione e travestitismo come momenti emancipatori di produzione di soggettività che sfuggono le categorie culturali dominanti. Infine, la mostra si focalizza sul corpo, come involucro poroso per l’incontro di organismi e interessi diversi, macchinario somatico e politico i cui orifizi possono diventare canali per la sperimentazione collettiva di nuove mitologie.

Nelle parole dei curatori: “Se le esperienze radicali degli anni Settanta invocavano le strategie emancipatorie e rivoluzionarie del desiderio come possibilità di fuga dagli apparati di controllo capitalistici, la ‘società libidinale’ contemporanea sembra aver addomesticato il desiderio, indirizzandolo verso oggetti di consumo e stili di vita normalizzati, suggeriti online da strutture algoritimiche. Termini come piacere, sesso e amore sembrano essere stati così completamente integrati in quello che è stato definito da Paul B. Preciado un ‘regime farmacopornografico’. Che tipo di strategie e alleati esistono oggi per riappropriarsi del desiderio, emancipandolo dalle dicotomie e dai valori imposti dal tecno-patriarcato?”.

Mutuando il titolo dell’omonimo saggio di Luciana Parisi, la mostra Abstract Sex opera in un contesto in cui la nostra soggettività è solo una delle forze che attraversano il corpo, il quale è diventato una piattaforma di scambio di informazioni, dove le micro-politiche di batteri e virus si scontrano con le macro-politiche del sistema socio-culturali ed economico che ci circonda.
In un’epoca storica in cui la definizione stessa di “essere umano” è sempre più negoziabile, Abstract Sex suggerisce temi come la disidentificazione, la post-pornografia, l’opacità e l’ibridazione come possibili ambiti di produzione di autonomia.

artissima

Athena Papadopoulos_PAPAA-2019164-d1-300

 

ARTISSIMA TELEPHONE

In continuità con l’indagine sul suono iniziata lo scorso anno, nel 2019 la fiera lancia Artissima Telephone, un progetto espositivo pensato con e per gli spazi delle OGR – Officine Grandi Riparazioni. Ideata da Ilaria Bonacossa e curata da Vittoria Martini, Artissima Telephone offrirà una ricognizione sul telefono come mezzo espressivo artistico.

BACK TO THE FUTURE: UNO STUDIO PER CELEBRARNE IL DECENNALE Tra le novità di Artissima, figura una ricognizione in forma di infografiche sugli artisti che hanno preso parte a Back to the Future dal 2010, sulla loro carriera e sugli andamenti del mercato dell’arte: un’occasione per celebrare il decennale della nascita di una sezione all’avanguardia della fiera, dedicata alla riscoperta dei pionieri della contemporaneità.

Artissima

Antal Lakner

LE SEZIONI

Le sezioni di Artissima 2019 sono Quattro, selezionate dal comitato delle gallerie della fiera:

Main Section, raccoglie una selezione delle gallerie più rappresentative del panorama artistico mondiale. Quest’anno ne sono state scelte 97 di cui 50 straniere.

New Entries, sezione riservata alle gallerie emergenti sulla scena internazionale, quest’anno avrà 20 gallerie di cui 15 straniere;

Dialogue, sezione dedicata a progetti specifici in cui le opere di un massimo di due artisti vengono messe in stretta relazione tra loro, con 30 gallerie di cui 22 straniere;

Art Spaces & Editions, ospita gallerie specializzate in edizioni e multipli di artisti, project space e spazi no profit, con 7 espositori.

Tre sono le sezioni curate da board internazionali di curatori:

Present Future , Back to the Future e Disegni.

Artissima

I PREMI DI ARTISSIMA

Artissima organizza in collaborazione con sponsor e istituzioni sei premi per artisti e gallerie, assegnati da giurie internazionali: il Premio illy Present Future, il Premio Sardi per l’Arte Back to the Future, il Premio Refresh Irinox, l’OGR Award, il Campari Art Prize e il Premio Ettore e Ines Fico.

Artissima ti aspetta a Torino dall’1 al 3 Novembre! Non mancare! Per maggiori info visita il sito