Esattamente 200 anni fa nel cuore della Franca Contea nasceva Jean Désiré Gustave Courbet, maggior esponente del realismo francese.
Gustave Courbet

Gustave Courbet nacque il 10 Giugno 1819 a Ornans. Figlio di una abbiente famiglia di agricoltori proprietaria di un vasto patrimonio terriero, Courbet venne indirizzato verso gli studi di diritto. Partì per Parigi per intraprendere i suoi studi, ma qui la sua passione per l’arte divenne evidente e incontrastabile.

Courbet spesso saltava le lezioni alla facoltà di diritto per trascorrere molto tempo al Louvre. Iniziò inoltre a frequentare intellettuali e artisti parigini come BaudelaireChampfleury e Proudhon.

Il realismo

Gustave Courbet è noto al mondo intero come il maggior esponente del movimento pittorico realista. Per primo ha tolto i filtri che fino ad allora venivano applicati alla realtà. Courbet voleva cercare la verità dentro la realtà. Un mondo di uomini e donne, diviso in classi sociali. Queste ultime vengono raffigurate dal pittore con assoluta veridicità, per cui si rende evidente la differenza fra le classi più abbienti e quelle più povere ed emarginate. In questo senso le opere di Courbet hanno svolto anche un ruolo di denuncia sociale. Sebbene inizialmente i suoi lavori abbiano trovato un certo riscontro, tanto da valergli una medaglia e la vendita del suo dipinto “Dopocena ad Ornans” allo Stato, Courbet decise di intraprendere un suo percorso. All’ iniziale successo non seguì una serie di dipinti volti all’approvazione. Ciò che gli interessava era quella corrente realista in cui credeva e a cui voleva dar vita.

courbet dopo cena ornans

La critica

Ne è un esempio l’opera Funerale a Ornans, presentato al Salon del 1850-51. Il dipinto suscitò aspre critiche e polemiche nel mondo artistico parigino. Ad essere accusate furono la «bruttezza» dei personaggi, l’audacia dell’artista nel servirsi di un formato grande, oltre i 18 metri quadri di tela, sino ad allora appannaggio esclusivo della pittura storica. Nel dipinto possiamo distinguere fra le figure il sindaco, il sagrestano con l’abito rosso da cerimonia, i chierichetti, il giudice, i contadini, alcune donne fra cui la madre e le sorelle dell’artista, il nonno di Courbet, il notaio, e il becchino in attesa. Tutte persone comuni, per la maggioranza sconosciute e anonime, compresse e appiattite sullo sfondo. In primo piano troviamo infine l’apertura della fossa, sul bordo della quale vi sono alcuni teschi. Questi invitano lo spettatore a riflettere sulla caducità della vita e sulla tragica condizione umana.

funerale a ornans courbet

L’origine del mondo

L’opera più contestata e anche la più famosa dell’artista è l’Origine del mondo, del 1866. Una pittura carnale e lirica, che ancora una volta sottolinea il nuovo stile realista approdato e pronto a mettere fine al romanticismo. Questo prezioso olio su tela è rimasto nascosto fra i collezionisti privati fino al 1995, anno in cui viene acquistato dal museo d’Orsay e reso quindi finalmente accessibile al pubblico.

l'origine del mondo

La morte

Courbet rimase in Francia durante la guerra franco-prussiana e partecipò attivamente alla Comune di Parigi che venne istituita il 18 marzo 1871. Alla caduta dell’istituzione appena formatasi, il pittore venne condannato a sei mesi di carcere e al pagamento di una esorbitante pena pecuniaria da pagare in rate, per la ricostruzione della colonna Vendome. Quest’ultima era stata demolita per delibera della Comune, di cui Courbet faceva parte in veste di  assessore all’istruzione pubblica. L’artista tuttavia non aveva preso parte all’abbattimento della colonna, ma fu considerato comunque responsabile. A seguito dell’accusa, decise di rifugiarsi in Svizzera, dove si diede ai vizi e agli alcolici. Morì il 31 dicembre 1877 a La Tour-de-Peilz, presso Vevey: il giorno successivo avrebbe dovuto pagare la prima rata al governo francese per la ricostruzione della colonna Vendôme.

 

Ed è così che vogliamo ricordare il grande Courbet:

«Ho cinquant’anni ed ho sempre vissuto libero; lasciatemi finire libero la mia vita; quando sarò morto voglio che questo si dica di me: Non ha fatto parte di alcuna scuola, di alcuna chiesa, di alcuna istituzione, di alcuna accademia e men che meno di alcun sistema: l’unica cosa a cui è appartenuto è stata la libertà.»

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